


Reinterpreta il progetto palladiano con un verde sostenibile e rispettoso del sito storico.
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La proposta progettuale per il parco di Villa Thiene nasce con l’obiettivo di mantenere la multifunzionalità del sito, conservando e armonizzando gli elementi vegetali presenti e prevedendo interventi compatibili con un cantiere didattico, quindi realizzabili attraverso lavorazioni minime e a basso impatto. L’attenzione si concentra sulla valorizzazione delle preesistenze e sulla costruzione di un assetto ordinato ma flessibile, capace di dialogare con il contesto storico e paesaggistico.
Lo stato di fatto evidenzia una struttura vegetazionale già significativa: sul lato sud sono presenti un faggio rosso, un frassino maggiore e un nucleo di noci; a est si distingue una quercia rossa, mentre a ovest l’area è delimitata da una siepe di bosso che contribuisce a definire il margine del giardino. L’area è sottoposta a vincolo archeologico, condizione che ha orientato le scelte verso soluzioni leggere e reversibili: sono state privilegiate specie erbacee con apparati radicali poco sviluppati e previste esclusivamente lavorazioni superficiali del terreno per la messa a dimora.
Il contesto ambientale è quello della media-bassa pianura veneta, in prossimità delle risorgive e all’interno di un ambito di rilevanza ecologica, caratterizzato da prati stabili e vegetazione ripariale tipica degli ambienti umidi. In questo quadro, l’idea progettuale intende evidenziare al visitatore le geometrie della parte non costruita della villa, attraverso l’inserimento di fasce di piante erbacee perenni che delimitano a nord e a sud l’area a prato, rendendo leggibile l’impianto spaziale senza alterarne l’equilibrio.
In seguito a valutazioni più approfondite, a un confronto con gli obiettivi di valorizzazione storica del sito e alla necessità di garantire sostenibilità gestionale e rispetto del vincolo archeologico, è stato definito un nuovo assetto progettuale. L’intervento realizzato interpreta lo spazio esterno della villa attraverso un disegno vegetale capace di richiamare l’impianto del 1546 di Andrea Palladio, rendendo leggibili le geometrie della parte non costruita senza ricorrere a ricostruzioni fisiche.
Il progetto si articola in tre tipologie di intervento coordinate tra loro: formazione di fasce coltivate con specie bulbose, messa a dimora di piante erbacee perenni ornamentali e realizzazione di fasce di graminacee ornamentali.
L’Intervento A prevede l’inserimento di fasce di Narciso e Crocus sativus, disposte secondo allineamenti che richiamano la distinzione tra corpo principale e barchesse nel disegno palladiano. I bulbi sono stati scelti per la loro minima invasività nel sottosuolo, aspetto fondamentale in un’area sottoposta a vincolo archeologico, e per la gestione stagionale flessibile: la fioritura primaverile valorizza lo spazio, mentre la possibilità di recisione estiva consente l’utilizzo dell’area per eventi. Le fasce sono scandite da cordoli in trachite euganea, materiale locale durevole e coerente con il contesto storico-architettonico.
L’Intervento B consiste nella realizzazione di due aiuole di erbacee perenni ornamentali poste frontalmente alla villa. Esse delimitano lo spazio destinato agli eventi e distinguono visivamente l’area di rappresentanza dal giardino retrostante. Le specie selezionate garantiscono fioriture prolungate, contenute esigenze idriche e ridotta manutenzione. La preparazione del terreno è stata superficiale, fino a circa 20 cm, eseguita manualmente o con piccoli mezzi meccanici, in coerenza con il vincolo archeologico.
L’Intervento C introduce fasce di graminacee ornamentali collocate in corrispondenza dei tracciati delle murature della parte rimasta incompiuta, individuati attraverso lo studio del documento storico palladiano. La specie impiegata, disposta in file regolari, non ricostruisce i muri ma ne suggerisce la presenza attraverso un segno vegetale continuo e contemporaneo. Anche in questo caso, le lavorazioni sono state limitate allo strato superficiale del terreno.
Nel complesso, il progetto realizzato utilizza il verde come strumento di interpretazione storica e di organizzazione dello spazio: un intervento misurato, reversibile e coerente con la vocazione pubblica della villa, capace di unire memoria, fruizione e sostenibilità.
La realizzazione dell’intervento è stata resa possibile anche grazie al coinvolgimento di professionisti formati attraverso il percorso nazionale di “Giardiniere d’Arte per giardini e parchi storici”, promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito delle misure del PNRR. Si tratta di un percorso formativo specialistico rivolto alla conservazione e valorizzazione dei giardini storici, che integra competenze botaniche, tecniche manutentive e conoscenze storico-paesaggistiche.
Il corso, articolato in moduli teorici e attività pratiche, forma figure in grado di intervenire in contesti vincolati con modalità rispettose dell’impianto originario e delle caratteristiche ambientali. Nel caso del parco di Villa Thiene, questo approccio ha garantito una messa a dimora consapevole e coerente con il valore storico del sito, unendo qualità esecutiva, sostenibilità e attenzione alla tutela del patrimonio.
Villa Thiene a Quinto Vicentino è visitabile su prenotazione ed è stata recentemente rinnovata con l'aggiunta di percorsi accessibili.
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