


L’analisi degli attacchi di giornata degli affreschi di Giovanni De Mio ricostruisce il processo esecutivo dell’opera, evidenziandone tecnica, dinamismo narrativo e ricchezza cromatica.
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Ricerca grafica condotta da Renzo Benedetti e Monica Val.
Immagine 1 Veduta generale dell’affresco
Immagine 2 Parte interessata dalla traccia del cartone, a ricalco, impressa sull’intonaco
La realizzazione grafica degli “attacchi di giornata”, cioè delle singole porzioni di affresco dipinte quotidianamente, condotta sugli affreschi della volta del salone quadrato di Villa Thiene, è stata estremamente utile per approfondire la conoscenza dell’opera di Giovanni De Mio.
L’indagine conoscitiva ha permesso di attribuire agli affreschi una successione cronologica fedele e attendibile, verificando come alcune giornate risultino evidenti e riconoscibili, mentre altre appaiano quasi impercettibili.
Dalla successione dei “sormonti di giornata” e dal confronto con la composizione stilistica, è stato possibile dedurre il seguente ordine temporale di esecuzione, che inizia dal riquadro centrale della volta a padiglione con il racconto del mito di Deucalione e Pirra.
Immagine 3 “Attacchi di giornata” e punti dove il cartone era stato fissato
Immagine 4 Sequenza degli attacchi di giornata e punti dove il cartone era stato fissato
Seguono poi, procedendo in senso orario e iniziando dalla parete a est di fronte alla porta prospiciente il salone passante di ingresso, le scene guerresche:
Le Amazzoni in soccorso di Troia
Immagine 7 G. De Mio, «Intervento delle Amazzoni alla guerra di Troia».
Ricordo di antiche popolazioni a governo matriarcale, le Amazzoni compaiono in molte leggende del popolo greco, fin dai poemi omerici. Narra infatti Omero che esse combatterono in difesa di Troia sotto la guida della loro regina Pentesilea, uccisa poi da Achille. L’episodio è ricordato anche da Virgilio nei versi dell’Eneide (XI, v. 1045 sgg. trad. A. Caro):
… Termodonte il bellicoso stuolo
de l’Amazzoni sue vide…
… col carro
gir di Pentesilea le schiere aprendo …
Immagine 8 Sequenza degli attacchi di giornata
Ercole che conquista Ippolita
Immagine 9 G. De Mio, «Eracle conquista il cinto di Ippolita».
Ippolita, figlia di Ares dio della guerra e regina delle Amazzoni (popolo di donne guerriere abitanti le rive del Termodonte a sud del mar Nero) aveva ricevuto in dono dal padre una cintura come segno di potere. Eracle, per poterla conquistare, intraprende una spedizione contro le Amazzoni. Nell’affresco, l’Eroe, coperto da una pelle leonina, sconfigge in duello Ippolita, impadronendosi così della preziosa cintura.
Immagine 10 Giornate in cui possono aver operato degli aiuti e sotto sequenza degli attacchi di giornata
Immagine 11 Sequenza degli attacchi di giornata
Il ratto delle Sabine
Immagine 15 G. De Mio, «Il Ratto delle Sabine».
Il fatto avvenne all’epoca della nascita di Roma. Ne riferisce lo storico latino Tito Livio (1, 8,9; trad. Jacopo Nardi, Venezia 1540): «… Già era la Repubblica Romana così poderosa: che la poteva in guerra essere uguale a qualunque altra, … ma per carestia e mancamento di femmine, quella sua grandezza era per durare solamente l’età d’uno huomno. Rifiutando le città vicine di stringere matrimonii con i romani, Romolo organizzò una festa in onore di Nettuno, invitando tutti i vicini.
«… Già tutta la moltitudine di Sabini, con le donne, e con i figliuoli, essendo invitati amichevolmente per le case e cortesemente ricevuti… Come ei venne l’hora della festa, e che le menti, e gli occhi d’ognuno erano occupati in quella:… la gioventù Romana, secondo il preso ordine, al segno dato, corse a rapire le pulzelle…». Ne seguì una guerra che vide vincitori i Romani.
Immagine 16 Sequenza degli attacchi di giornata
La lotta dei Lapiti contro i Centauri
Immagine 12 G. De Mio, «Combattimento tra Centauri e Lapiti».
I Lapiti, mitico popolo della Tessaglia, in origine abitavano le cime del monte Pindo e si dicevano discendenti del dio fluviale Peneo e della ninfa Creusa. Numerose le loro imprese, ma la più famosa è la lotta sostenuta contro i Centauri, esseri dal corpo di cavallo e di torso umano. Questo è l’episodio narrato nell’affresco: Piritoo, re dei Lapiti, in occasione delle proprie nozze con
Ippodamia, invita ai festeggiamenti anche i Centauri. Questi, ubriacatisi, tentano di rapire la sposa del re ed altre donne lapite. Ne segue una battaglia tra i migliori eroi del popolo lapita e i Centauri nella reggia stessa di Pirotoo
Immagine 13 Coror rosa) Giornate in cui possono aver operato degli aiuti
(Color azzurro) Parti di affresco rimaste incompiute
Immagine 14 Sequenza degli attacchi di giornata
Le decorazioni monocrome angolari con cariatidi, putti e festoni vengono completate successivamente, quando il racconto pittorico si sviluppa ormai in modo unitario.
Immagine 5 Decorazione monocroma angolare con cariatidi putti, festoni e mascherone
Immagine 6 Sequenza degli attacchi di giornata con successione a “pontate”
L’andamento della composizione, la particolare modellazione delle figure e la resa dei corpi, con un tratteggio più insistente e rapido, lasciano supporre che i medaglioni con i racconti guerreschi e quelli con i Lapiti e i Centauri siano stati gli ultimi ad essere eseguiti.
È inoltre rilevabile come alcune “giornate” siano rimaste incomplete, forse a causa della sopraggiungere di una certa stanchezza esecutiva.
Nel Ratto delle Sabine, inoltre, la pietra su cui sta un soldato romano che agita un vessillo sembra essere la traccia di una firma autobiografica, una sorta di sigillo personale dell’artista.
Nelle sue “battaglie”, De Mio dà sfoggio di una vivace e ricca tavolozza cromatica, articolata sapientemente, creando una forte sensazione di movimento e di concitazione.
Il racconto pittorico si impreziosisce anche grazie alla presenza di particolari minuziosi: la descrizione accurata degli elmi, dei cadaveri abbandonati a terra, dei corpi colpiti nel combattimento, tutti elementi che mostrano i segni evidenti della violenza dello scontro.
1974 – 1975: primo intervento di restauro conservativo e monitoraggio completo della villa, eseguito dal professor Tiozzo di Mira, per conto dell’Ente Ville Venete di Venezia.
1999: secondo intervento di restauro conservativo e di pulitura, finalizzato all’eliminazione di alcune efflorescenze saline causate da infiltrazioni d’acqua dal tetto.
I lavori sono stati eseguiti da Renzo Benedetti e Monica Val, con il contributo dell’Amministrazione Provinciale di Vicenza.
Villa Thiene a Quinto Vicentino è visitabile su prenotazione ed è stata recentemente rinnovata con l'aggiunta di percorsi accessibili.
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