


Raccontano il talento visionario di Giovanni Demio e il dialogo tra arte e architettura nel Rinascimento veneto.
Giovanni Demio, nato a Schio nei primi decenni del Cinquecento, è l’autore degli affreschi della sala quadrata di Villa Thiene, realizzati tra il 1552 e il 1553. Come evidenzia Barbara Rocco, a Quinto l’artista giunge pienamente formato, dopo un percorso che lo aveva portato tra Veneto, Lombardia e Italia centro-meridionale, assimilando modelli diversi e rielaborandoli con grande libertà inventiva.
La decorazione della volta, con il mito di Deucalione e Pirra al centro e le scene mitologiche nei medaglioni laterali, riassume questo ampio bagaglio culturale. Figure energiche, panneggi accentuati e architetture monumentali rivelano l’influenza di Giulio Romano e della cultura romano-meridionale, ma anche una sensibilità personale che fa di Demio un manierista originale, stimato dallo stesso Andrea Palladio, che lo definì “huomo di bellissimo ingegno”.
Nell’interpretazione di Vittorio Sgarbi, Demio appare come un “genio di prima grandezza” rimasto a lungo ai margini della storiografia, anche a causa del silenzio di Giorgio Vasari nelle Vite. Artista inquieto e indipendente, attraversa il Cinquecento senza aderire pienamente ai canoni del classicismo, sviluppando uno stile personale e intensamente espressivo.
Sgarbi ne sottolinea la pittura “di corpo e sangue”, fatta di materia densa, figure vibranti e luce drammatica. In questa lettura, Demio emerge come una voce autonoma e moderna del Manierismo, capace di dialogare con i grandi del suo tempo senza rinunciare alla propria forza visionaria.
La rilevazione grafica degli “attacchi di giornata” nella volta della sala quadrata di Villa Thiene, condotta da Renzo Benedetti e Monica Val, ha permesso di ricostruire con precisione il processo esecutivo di Giovanni Demio. L’analisi delle porzioni di intonaco dipinte quotidianamente ha chiarito la successione cronologica delle scene, a partire dal riquadro centrale con Deucalione e Pirra, per poi proseguire nei medaglioni laterali e nelle decorazioni monocrome.
Lo studio dei sormonti e del tratto pittorico evidenzia un’esecuzione più rapida e intensa nelle scene di battaglia, dove colore, movimento e ricchezza di dettagli accentuano la forza narrativa dell’insieme.
L’analisi degli “attacchi di giornata” ha permesso di ricostruire con precisione la sequenza esecutiva degli affreschi di Giovanni Demio nella sala quadrata di Villa Thiene. Le scene di battaglia mostrano una stesura più rapida e dinamica, caratterizzata da intenso uso del colore e forte efficacia narrativa.
All’interno di Villa Thiene, la grande volta a padiglione (propriamente detta “a schifo”) domina la sala principale con la sua imponenza. Accanto, il Camerino, oggi sala del sindaco, conserva pitture a latte di calce di Anselmo Canera e Bernardino India, importanti artisti veneziani legati ai cantieri di Palladio.
Qui, la volta a botte non è solo struttura: diventa un elemento che armonizza spazio, luce e decorazione, trasformando la stanza in un piccolo capolavoro del Cinquecento veneto.
La volta a padiglione della sala principale e quella a botte del Camerino definiscono gli spazi più rappresentativi di Villa Thiene. Le pitture di Canera e India uniscono architettura e decorazione in un elegante esempio di arte veneta rinascimentale.
Villa Thiene a Quinto Vicentino è visitabile su prenotazione ed è stata recentemente rinnovata con l'aggiunta di percorsi accessibili.
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